La storia
Tra i primi utilizzatori in assoluto della realtà virtuale in ambito automotive troviamo, negli anni 90, Ford e Volkswagen. Se l’immaturità della tecnologia ha relegato la VR in una posizione di secondo piano rispetto ad altri strumenti di simulazione (vedi CAVE 3D – Cave Automatic Virtual Environment), oggi la situazione è molto diversa. Negli ultimi 5 anni l’evoluzione di hardware e software legati alla VR ha subito una rapida evoluzione, al punto da poterla considerare come soluzione preferenziale nei processi di design e sviluppo del prodotto. Lo hanno capito molto bene BMW, Audi, Lamborghini, Volvo e tutte le altre case automobilistiche che stanno sperimentando con attenzione la realtà virtuale in tutti i dipartimenti aziendali.
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Contesti di utilizzo
Dare vita ad un’automobile non è affatto cosa semplice: le fasi di ideazione, progettazione, test e vendita richiedono risorse ingenti e anni di studio. È qui che le tecnologie di virtualizzazione e simulazione 3D diventano fondamentali per la buona riuscita del progetto. Come abbiamo accennato in precedenza, è nell’automotive che la Realtà Virtuale riesce ad esprimere tutte le sue potenzialità, sia in contesti ignegneristici che nella comunicazione di prodotto. Possiamo utilizzarla ad esempio:
- Sessione creative di disegno in VR
- Studio del concep
- Valutazione in VR del modello CAD in scala reale
- Comparative
- Progettistica
- Valutazioni di HMI
- Studio delle configurazioni di materiali e colori per interni ed esterni
- Simulazioni di guida
- Simulazioni di crash test
- Configurazione di prodotto all’interno dei delears
- …
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Sviluppo prodotto
I software di progettazione 3D hanno segnato una rivoluzione nell’ambito del design industriale. Oggi la VR applicata al settore automotive va ben oltre e ci permette di visualizzare ogni concept, prototipo o modello digitale a dimensioni reali, contestualizzarlo in ambienti diversi, scomporlo e personalizzarlo. Tutto questo senza aver ancora prodotto un singolo componente fisico.
Nessuna tecnologia presente ad oggi permette di simulare il senso di immersività e di realismo che offre la VR. Caratteristiche che portano un vero valore aggiunto nella fasi di sviluppo e prototipazione. SEAT dichiara infatti che nello sviluppo della nuova Ateca, grazie alle tecnologie di virtual product development, sono state individuate oltre 800 migliorie e ottimizzato i tempi di produzione dei prototipi di oltre il 30%.
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Design
Dallo sketch alla visualizzazione del modello CAD 3D a dimensioni reali, il mondo virtuale permette ai designer di andare oltre ai classici metodi di progettazione attualmente utilizzati. Un esempio su tutti è Google Tilt Brush: sebbene non sia rivolto al mondo industriale, Tilt Brush è l’applicativo che ha dato vita al concetto di sketching in realtà virtuale e sulla base di questo sono nati strumenti professionali per disegnare, modificare e salvare i concept delle automobili in VR.
Di seguito l’esempio di come i designer di McLaren utilizzano la VR:
Sessioni collaborative
La Realtà Virtuale per l’automotive ma non solo, permette di rendere più efficaci anche le più classiche riunioni, siano queste online o faccia a faccia. La totale assenza di limiti fisici nel mondo virtuale permette di effettuare sessioni di brainstorming e analisi tra più utenti contemporaneamente, siano questi collegati a postazioni locali o da remoto. L’enorme vantaggio in termini di efficacia e di risparmio di tempo ha spinto diverse software house a sviluppare piattaforme di collaborazione ad hoc per il settore automotive.
Degna di nota è la piattaforma che NVIDIA ha svelato da poco, NVIDIA HOLODECK metterà a disposizione di designer e tecnici strumenti e funzionalità per migliorare le fasi di sviluppo prodotto e per effettuare sessioni multiplayer in realtà virtuale.
Credits by NVIDIA
Configurazione di prodotto
Virtualizzare le fasi di produzione rende più agile ed efficace anche la scelta di materiali, colori e tutte le personalizzazioni sul prodotto da lanciare sul mercato. Rispetto alla classica visualizzazione a schermo, la VR permette di simulare e valutare in modo più efficace tutte le combinazioni di materiali e colori siano questi applicati sugli interni o sugli esteri dell’autovettura.
Credits by Audi
Training
Ford e Volkswagen dimostrano che la Realtà Virtuale in ambito automotive può essere utilizzata anche in contesti diversi rispetto a quelli visti in precedenza. Ricreando virtualmente spazi e condizioni lavorative, il personale tecnico potrà effettuare attività preparatorie al lavoro sul campo. I vantaggi sono molteplici: abbattimento dei tempi per la formazione, maggiore efficacia nell’apprendimento, maggiore sensibilità sul tema della sicurezza… queste tecnologie permettono inoltre di analizzare le sessioni training in VR per rendere più efficenti gli ambienti di lavoro e i moviementi degli operatori. Ford dichiara di aver ridotto fino al 70% il tasso di incidenti introducendo oltre 900 task virtuali per ogni nuovo modello prodotto.
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nuovo modello lancitao
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Credits by Volkswagen
Presentazioni di prodotto
È il 2016 quando al salone di Las Vegas, Jaguar presenta il suo nuovo concept di SUV elettrico I-PACE. Questa volta la casa automobilistica britannica non si accontenta e preapra 5 esperienze in Realtà Virtuale in grado di spiegare e far vivere il prodotto ancora prima di vederlo su strada. L’esempio di Jaguar fa capire quanto la VR può impattare sulla presentazione di un prodotto massimizzando sia la componente emozionale che quella tecnica. Altri brand si stanno muovendo in questa direzione inserendo la Realtà Virtuale all’interno dei concessionari.
Conclusioni
La VR in ambito automotive sta colmando defiitivamente il gap tra progettazione virtuale a schermo e il prototipo fisico. Dal design fino al marketing, le sfide che la Realtà Virtuale dovrà affrontare nel settore automotive sono diverse e concorrerano ad aumentare sempre più la sensazione di avere un oggetto reale davanti ai propri occhi. La capacità coimputazionale dell’hardware, leottimizzazioni software e la User Experience saranno fattori chiave per massimizzare le potenzialità che questa tecnologia può dare.
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Le prime immagini sono attribuite a BMW. L’utilizzo delle immagini in questo articolo è esclusivamente finalizzato ad esprimere correttamente i concetti e gli esempi presentati. Le immagini presenti in questo articolo non sono opera dell’autore e tutti idiritti sono riservati alle già citate aziende.