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Pokemon go: come nasce un fenomeno sociale

By 1 Novembre 2017Dicembre 6th, 2021No Comments

Lo possiamo definire senza problemi come il più grande successo nel mondo delle app da sempre.

Prima di cimentarmi in questa lunga ricerca mi sono chiesto cosa potesse scatenare così tanto successo da spingere milioni di persone a partecipare ad un fenomeno sociale di massa. Tutti nello stesso momento.

Prima di iniziare: ho dovuto attingere a tante fonti differenti per raccogliere dati o pezzi di articoli già scritti. È stato un lavoro di ricerca e composizione di un grande puzzle.

Se ormai tutti sappiamo come funziona l’applicazione molti trascurano il fatto che non sia un’idea nata ieri. Pokemon Go è il risultato di due esperimenti precedenti fusi insieme. Parliamo di Ingress e Google Maps: Pokemon Challenge.

Ingress:

Ingress è un popolare videogame lanciato nel 2012 dalla società Niantic, la stessa che ha creato Pokemon Go. Un gioco che ha raccolto gli apprezzamenti di 7 milioni di utenti nel mondo.

Fonte articolo: La Stampa

Lanciato verso la fine del 2012 sugli smartphone Android (e ora disponibile anche su iOS), anche Ingress utilizza la città come campo di gioco: la storia, molto più “seria” rispetto a Pokémon Go, racconta di una razza aliena che ha disseminato sulla Terra una forma di energia chiamata “materia esotica”. Ai giocatori viene chiesto di unirsi a una di due fazioni, gli “enlightened”, che vogliono utilizzare la tecnologia aliena per far progredire l’umanità, e la “resistenza”, convinta che gli extraterrestri vogliano utilizzare quest’energia per soggiogare la razza umana. Ogni utente è quindi chiamato a diventare un agente segreto in forza alla propria causa.

Energia, portali e link 

Alla base di Ingress c’è la materia esotica, senza la quale non è possibile compiere alcuna azione all’interno del gioco. Invece di catturarla come un Pokémon, per raccoglierla basta attraversare, a piedi o in bici, le aree ricche di XM (come viene chiamata in inglese) visibili sullo schermo dello smartphone. La concentrazione di XM è particolarmente alta in vicinanza dei portali, collocati, come i pokéstop e le palestre di Pokémon Go, in corrispondenza di luoghi importanti o storici.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=123&v=Y6-JAm3NCAk

I dati di Google Maps di Ingress sono stati rutilizzati come base per le mappe di Pokemon Go. In termini numerici Ingress in 3 anni raggiunge 7 milioni di utenti mentre Pokemon Go a pochi giorni dal lancio fa segnare, solo negli Stati Uniti, 21 milioni di utenti attivi.

Google Maps Pokemon Challenge

Nasce come iniziativa per il pesce d’aprile del 2014. Google sigla una partnership con Nintendo per far approdare i Pokemon su Google Maps per 24h. L’obbiettivo è catturarli tutti e 151. Il premio in palio? Un posto di lavoro come Pokémon Master.

“Aprendo l’applicazione su smartphone e tablet, gli utenti non dovranno far altro che cliccare sul tasto “Inizia” che appare quando si apre lo spazio delle ricerche in alto a sinistra.

Dopodiché, il sistema porta gli appassionati nei pressi dei laboratori del CERN, in Svizzera, da cui può partire la caccia. Basterà intercettare le miniature dei Pokémon sullo schermo e toccare “Cattura” per farli finire nella propria rete, o Pokédex. Dal portfolio virtuale si potranno passare in rassegna i Pokémon catturati e completi di immagini, video e schede personali.” – Fonte articolo: Wired.

Le persone che hanno trovato il tempo di rintracciare tutti i Pokémon sono state premiate con dei biglietti da visita personalizzati che riportano nome, cognome e titolo: Pokémon Master. I biglietti sono accompagnati da una lettera di Tatsuo Nomura, ingegnere software di Google Maps:

Saluti Pokémon Master,
In nome di tutto il team di Google Maps, vogliamo premiarti per averli catturati tutti. Non 10, non 50, ma tutti i Pokémon nascosti all’interno delle nostre mappe. Sebbene al momento il ruolo di Pokémon Master non sia disponibile, speriamo ti sia divertito con il nostro pesce d’aprile. Perché non svagarsi un po’ una volta all’anno?
Vogliamo ringraziarti con questi biglietti da visita, riservati agli allenatori che hanno completato la nostra sfida.
Congratulazioni e grazie ancora per aver giocato!
Continua ad esplorare,
Tatsuo

Maggiori dettagli su games.fanpage.it

Dunque Pokemon Go non è saltata fuori da un cilindro come ci si potrebbe aspettare ma è frutto di ben 2 esperimenti di successo a livello globale. La fusione tra le dinamiche di Google Maps Pokemon Challange e Ingress ha fatto si che Pokemon Go arrivasse sul mercato ben strutturata e curata nei minimi particolari.

Pokemon: le origini di una saga fatta di continui successi

I Pokemon nascono in Giappone, un paese in cui l’hobby di collezionare insetti è molto diffuso tra i bambini. Satoshi Tajiri, adorava questo passatempo e aveva fondato la software house Game Freak. Viene in contatto con il Game Boy, la console portatile della Nintendo, e con il Game Link Cable. Aiutato dai suoi ricordi d’infanzia, Tajiri elabora l’idea dei “Pocket Monsters” (inizialmente chiamati Capsule Monsters), come surrogati virtuali dalle sembianze mostruose degli animali domestici.

Nel 1996 si concretizza l’idea di un videogioco basato sull’acchiappare i mostriciattoli: nasce Pokémon Rosso e Pokémon Verde. Queste due versioni vengono commercializzate solo in Giappone. Nel 1998 vengono rilasciate in occidente Pokemon Versione Rossa e Pokemon Versione Blu.

L’idea ebbe un successo straordinario ed inaspettato, tanto che il 1 aprile del 1997 va in onda la prima puntata della serie animata. – Wikipedia

Alcuni dati rilasciati dalla stessa The Pokémon company (risalenti a marzo 2014) evidenziano numeri interessanti che testimoniano la forte presenza del brand sul mercato globale. Il franchise di videogiochi ha fatto segnare 260 milioni di unità vendute in tutto il mondo. Pokemon X e Y (versione 2013), in 4 mesi hanno venduto quasi 12 milioni di copie.

Il gioco di carte Pokémon ha venduto più di 21,5 miliardi di carte in 74 differenti paesi e in 10 lingue diverse mentre esistono più di 800 episodi della serie animata, giunta alla sua 17esima stagione, così come sono 17 i lungometraggi realizzati sul mondo Pokémon.

Pokemon Go: 13 fattori che testimoniano un fenomeno sociale

  1. 30 milioni di download in tutto il mondo.
  2. 2 giorni ci sono voluti per essere installata sul 5% dei dispositivi Android in USA.
  3. 1.576.981 like sulla pagina facebook di Pokemon Go
  4. 15 milioni e 300 mila tweet relativi a Pokemon Go nella prima settimana di uscita del titolo.
  5. 33,5 i minuti giocati ogni giorno (in media) dagli utenti che hanno scaricato l’applicazione.
  6. 35 milioni di dollari i guadagni generati dalle transizioni in app nelle prime due settimane.
  7. 9 miliardi di dollari l’aumento in valore generato dall’applicazione sul titolo Nintendo dopo soli 5 giorni dall’uscita dell’app.
  8. 40 miliardi di dollari il valore in Borsa delle azioni Nintendo a due settimane dall’uscita del titolo.
  9. 1800 le calorie bruciate in media ogni settimana da chi gioca a Pokemon GO.
  10. 7,5 milioni il numero di download negli Stati Uniti nelle prime due settimane.
  11. 4.098.628 il numero di persone che parla di Pokemon GO su Facebook.
  12. 6 miliardi le visualizzazioni dell’hashtag #pokemongo nella prima settimana di vita dell’app.
  13. 10 chilometri da percorrere per avere qualche chance di catturare uno tra i mostriciattoli rari di Pokemon GO (Lapras, Snorlax e Onix).

Fonte: Panorama – Ricerca dati di MY PR

Altri dati interessanti

Tinder viene superata in termini di popolarità ad una settimana dal lancio.

Twitter viene sorpassata in termini di utenti giornalieri attivi (SurveyMonkey).

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Pokémon Go supera addirittura le ricerche sui contenuti pornografici, con tanto di complimenti da parte di YouPorn su Twitter.

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Le  mappe di Google Maps sono meno visualizzate di quelle presenti nel gioco (SurveyMonkey).

Gli utenti di Facebook spendono più tempo in Pokémon Go che nel re dei social network (SensorTower).

Un rapporto di SurveyMonkey evidenzia come il grado di permanenza nel gioco degli utenti che hanno scaricato Pokémon GO sia più del doppio della media del settore, portando i ricavi a raggiungere parimenti il doppio delle cifre ottenute in media da altri casual game, superando perfino un titolo del calibro di Candy Crush Saga.

Secondo i dati degli operatori mobili, a Mosca almeno 180mila le persone già giocano a Pokémon Go, nonostante l’ app non sia ancora stata ufficialmente lanciata in Russia. Il download dell’app avviene solitamente tramite store di terze parti o ricorrendo a file APK (per chi ha uno smartphone Android).

Proprio la pratica dell’installazione da fonti non ufficiali ha fatto scattare l’allerta per l’introduzione di codice malevolo nei file di installazione dell’app. Molti sono stati gli utenti anche in Italia che non hanno saputo resistere fino al 16 agosto, data di rilascio del gioco in Italia e che dunque hanno scaricato l’app da fonti non ufficiali.

Pokemon and Porn: una ricerca curiosa

PornHub ha estrapolato dei dati dalle ricerche sul sito effettuate nel periodo di lancio dell’applicazione.

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Dal 6 luglio, giorno di lancio dell’applicazione sul mercato Americano le ricerche contenenti la parola chiave pokemon sul sito di PornHub sono cresciute del 136%.

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Se vuoi approfondire : Pornhub/insights

Modello di business: come guadagna l’applicazione Pokémon Go

Sembrerà strano ma per parlare di monetizzazione dobbiamo introdurre un elemento caratteristico dell’app: i PokeStops.

I PokeStops sono punti particolari della città (monumenti, piazze, luoghi di rilevanza storica, gallerie d’arte..) dove i giocatori possono trovare diverse cose utili per collezionare o aumentare il livello dei loro Pokémon.

Introdotti i PokeStops possiamo parlare ora delle strategia di monetizzazione dell’app, sono sostanzialmente tre:

  • Acquisti in app
  • Le sponsored-location
  • Esche

Acquisti in app: 

Gli acquisti in app, sono stati inseriti, a detta dei fondatori, per “persone pigre”. L’app permette ai giocatori di acquistare pokemonete che possono essere usate per acquistare pokeball (aumentare la possibilità di catturare uno o più pokemon) o altri potenziamenti.

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Luoghi che hanno pagato per attirare possibili consumatori/clienti in cambio di bonus da usare nel gioco, ottenibili solo nei PokeStops.

Esche

Chi possiede un’attività commerciale può anche acquistare delle esche da piazzare in prossimità del suo locale per aumentare la possibilità di far apparire pokémon nelle vicinanze.

Quanto frutta l’applicazione e come vengono distribuiti i guadagni

Ad oggi si stimano 350 milioni di download tra iOS e Android, 20 milioni solo nella prima settimana dal lancio in USA, Nuova Zelanda e Australia. In Giappone fa segnare 10 milioni di download in 72 ore.

Nelle prime due settimane ha fatturato 35 milioni di dollari. Secondo Survey Monkey Nintendo vedrà crescere il proprio fatturato di 150-200 milioni di dollari al mese.

La società Macquarie Capital stima che 26 milioni di utenti spendono 0,25 dollari al giorno per acquistare contenuti in app. La vasta mole di utenti permette all’app di generare quasi 10 milioni di dollari al giorno. 160 milioni di dollari a livello mondiale tra piattaforma Android e iOS.

Sensor Tower registra un incremento degli acquisti in app davvero degno di nota.

 

Nintendo dagli introiti dell’app, legati a pubblicità e sponsorizzazioni, ogni mese incassa 150 milioni di dollari.

Siamo solo all’inizio, secondo John Hanke, fondatore di Niantic, l’app è a un decimo delle sue reali potenzialità. Staremo a vedere.

Intanto si stima che entro la fine dell’anno proprio Niantic potrebbe arrivare a guadagnare circa 1 miliardo di dollari.

Pokémon Go, in totale, potrebbe fruttare entro fino 6 miliardi di dollari a fine 2016: 2 negli Stati Uniti e 4 tra Europa e Giappone.

Distribuzione dei guadani dell’app

  • 30% Apple / Google a seconda della piattaforma
  • 30% Niantic.
  • 20% The Pokémon Company (in parte controllata da Nintendo).
  • 10% Nintendo.

Il successo influenza il fanchise Pokémon

Come ben si poteva immaginare anche tutto il franchise Pokémon ha tratto vantaggio dall’enorme successo dell’app. Solo i videogiochi legati al brand hanno fatto segnare 279 milioni di vendite in tutto il mondo ben prima del lancio dell’app.

In una conferenza stampa Nintendo rivela alcuni dati relativi al panorama italiano:

  • Le vendite di 3DS, New 3DS e 2DS sono aumentate del 33%
  • Pokémon Zaffiro Alpha +71%
  • Pokémon Rubino Omega +69%
  • Pokémon X +52%
  • Pokémon Y +89%
  • Pokémon Super Mystery Dungeon +8%
  • Incremento complessivo dei quattro titoli +60%
  • Incremento complessivo del franchise Pokémon +59%

I dati in inghilterra sono ancora più impressionanti.

TOP SELLING POKÉMON GAMES FOR WEEK ENDING JULY 16TH (Sales Increase %)

  1. Pokémon Alpha Sapphire – +148%
  2. Pokémon Omega Ruby – +148%
  3. Pokémon X – +238%
  4. Pokémon Y – +188%
  5. Pokémon Super Mystery Dungeon – +65%
  6. These five games in total – +148%
  7. Pokémon Total – +145%

Fonte: MCVUK

I gadget legati all’applicazione

In previsione abbiamo 800 milioni di dollari generati dalla vendita dei gadget ufficiali: magliette, cappellini, zainetti ma non solo. Andiamo a vedere quali sono i gadget più strani.

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Stanco di sprecare Pokeball? Ecco il mirino per smartphone. È anche stampabile il 3D.

Il drone

La pazienza è la virtù dei veri allenatori di Pokemon. Bisognerà aspettare ancora un pò e sborsare tra gli 80 e 140 euro per catturarli comodamente pilotando il tuo drone. Maggiori dettagli qui.

Le sneakers

L’azienda americana Vixole presenterà il progetto ufficialmente su Kickstarter a settembre. 200 euro per portarsi a casa queste sneakers. Le trovi a questo link.

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Non ti bastano? A questo link puoi trovare i 5 gadget più strani legati ai pokémon.

In Borsa

“La nuova mania ha fatto schizzare alle stelle le azioni della Nintendo, la casa giapponese di videogiochi che detiene un terzo della Pokémon Company. Una crescita incredibile del 63,7% rispetto alla chiusura del 6 luglio: da 17,1 miliardi di dollari a 28 miliardi  Wall Street Journal. ” – Parte di articolo ripreso da Startupitalia.

“L’entusiasmo che circonda Pokémon GO ha lasciato il segno sul mercato azionario di Tokyo. Venerdì 15, le azioni del colosso dei videogiochi sono state coinvolte in un giro di scambi per un valore complessivo pari a 476 miliardi di yen (4,5 miliardi di dollari), il più grande giro d’affari giornaliero per qualsiasi azienda nell’indice Topix in questo secolo. Le quotazioni della Nintendo sono salite dell’88% nel corso degli ultimi 10 giorni, realizzando la più grande ascesa settimanale in Borsa di sempre e aumentando il valore di mercato della società di quasi 15 miliardi di dollari.

Va detto che questo non è il più grande volume azionario scambiato per Nintendo: il record spetta sempre all’11 luglio, nel fine settimana immediatamente successivo al primo lancio di Pokémon GO in Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti. Inoltre , il prezzo delle azioni di Nintendo si attesta al ragguardevole ammontare di 33 dollari, che però non supera il record di 70 dollari raggiunto nel 2007, durante l’avvento della Wii.” – Parte di articolo ripreso da Ninjamarketing.

Non sempre però Pokémon GO ha regalato soddisfazione a NIntendo, nella prima settimana Nintendo aveva nascosto un aspetto non trascurabile. Non era la società che avrebbe maggiormente guadagnato (in termini economici) dall’applicazione.

“Nintendo lunedì, in un attimo, ha bruciato 6,4 miliardi di dollari del valore di mercato. Principale indiziato del tonfo è Pokémon Go, il gioco che sta facendo impazzire il mondo. All’inizio ci ha guadagnato: si pensava ci fosse la casa giapponese dietro la produzione dell’app e così la sua valutazione si era impennata di ben 1,2 miliardi di dollari. Una cifra colossale che aveva fatto la gioia di più di un investitore.

Poi la retromarcia: è bastato che la creatrice di Super Mario ammettesse di non aver sviluppato direttamente il gioco per bruciare più della metà del mucchio di denaro appena accumulato. Il titolo sulla borsa di Tokyo è crollato del 18 per cento, una caduta che è stata arginata dalle regole dell’istituto che non permettono ribassi oltre questa soglia nello stesso giorno. Ma è bastato per segnare un nuovo record nella storia di Nintendo: è il peggior crollo dal 1990.” – Parte di articolo ripreso da Il Corriere della Sera.

Niantic e le problematiche sulla privacy

Niantic (o meglio Niantic Labs) è la società che ha sviluppato Pokemon Go.

Nasce come una delle tante start-up Google nel 2010. Il primo prodotto di Niantic è Field Trip (2012), un’applicazione per l’esplorazione del territorio. Segue Ingress rilasciata al pubblico tra il 2013 per Android e il 2014 per iOS. È il 13 agosto 2015 quando Niantic, tramite un post su Google+, annuncia la separazione da Google.

“Per realizzare l’applicazione, Niantic ha ricevuto ben 20 milioni di investimenti in un round di Google, Nintendo e Pokemon Company. A questi 20 milioni si sono poi aggiunti altri 5 da venture capital americani, Alsop Louie Partners e You & Mr. Jones Brandtech Ventures e da alcuni angel.” – Parte di articolo ripreso da Startupitalia.

I Pokémon conoscono tutto di te: il problema della privacy

Quando ci sono in ballo nomi dei più grandi colossi tecnologici legati ad un fenomeno di massa nascono sempre preoccupazioni o idee su presunti complotti. Fatto sta che l’applicazione Pokémon Go richiede di attingere ad una lunga lista di permessi per essere installata sui nostri dispositivi, praticamente tutti.

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Qualora Niantic Labs fosse esposta ad un pesante attacco per sottrarre i dati degli utenti la base di informazioni a cui avrebbero accesso è considerevole. Oltre a questo rischio, il trattamento dei dati secondo la privacy policy (di ben 20 pagine) garantisce all’azienda il diritto di trasferire a terzi ogni informazione acquisita.

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Un altro fattore di rischio deriva dalle applicazioni clone di Pokémon GO: una azienda di cyber security, la RiskIQ, ha conteggiato ben 215 cloni della app nel Google Play app store segno che gli hacker sono molto attivi per colpire gli utenti meno attenti.

Pokémon addicted e i problemi con la polizia

Dopo aver letto i dati non vi sorprenderà di certo sapere dell’orda di persone a caccia di un rarissimo Vaporeon a Central Park. O ancora, di persone che escono nel cuore della notte per collezionarli tutti.

Sicuramente tu o qualcuno dei tuoi amici sarebbe voluto essere lì.

Sono tanti gli episodi di persone che, focalizzati nella ricerca guardando il display dello smartphone, si dimenticano di cosa ci sia intorno.

Ecco alcuni casi.

A Vancouver, in Canada, la polizia ricorda che si può morire fulminati se si attraversano i binari della ferrovia sopraelevata. Due giocatori infatti, sono saltati dalla piattaforma per catturare un Pokemon che stava sui binari, dove la tensione è mortale.

Senza parlare degli automobilisti che si distraggono alla guida per guardare se qualcosa spunta sul loro smartphone. L’hashtag #Don’tCatchAndDrive della polizia canadese fa riflettere soprattutto dopo diversi episodi accaduti anche da noi in Italia.

“in Campania c’è stato il primo incidente d’auto italiano causato dalla frenesia di catturare un Pokémon, caso che segue quello capitato negli Stati Uniti, dove un uomo è andato a schiantarsi contro un albero con la sua macchina.
La polizia torinese annuncia tolleranza zero contro chi guida mentre gioca a Pokémon, nel contesto di un programma più ampio di sicurezza stradale e lotta all’uso del cellulare mentre si guida.

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Diversi dipartimenti di polizia avvertono anche sui rischi di rapine e rapimenti, nei pressi di punti (Pokestop) in cui si radunano i mostri virtuali da catturare: talvolta, possono diventare punti di contatto con malviventi pronti a derubare i giocatori.

Proprio a Manchester. per esempio, molti giocatori sono stati derubati dei loro smartphone proprio nei pressi dei Pokestop. La polizia di Miami ha creato un divertente e informativo video che illustra bene alcuni dei rischi citati.

 

Il governo USA ha rilasciato addirittura una guida per il proprio personale civile e militare sull’uso di Pokémon GO.

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In Kuwait il ministero dell’interno ha proibito ai giocatori di fare fotografie di edifici governativi, basi militari, raffinerie, moschee e centri commerciali.
L’Egitto invece sta valutando la creazione di leggi specifiche per i giochi online, dato il potenziale utilizzo per attività di spionaggio.

Pochi giorni fa uno sciame di giocatori ha fatto scattare un allarme di sicurezza in un commissariato del Leicestershire, aggirandosi intorno all’edificio in masse e scattando foto. ” – Parte di articolo ripreso da Ninjamarketing.

 Come si è diffusa sui social l’applicazione Pokémon GO?

Il famoso passaparola sui social aumenta esponenzialmente il suo effetto positivo o negativo a seconda dei casi. Il fenomeno Pokéemon GO è nato dalla storia della saga ventennale del brand ma si è diffuso sui social network.

Prendiamo l’analisi fatta da ViralBeat sul panorama italiano.

I picchi di discussione, come è facile immaginare, coincidono con le date di lancio dell’app. Il primo al rilascio globale, il secondo all’ingresso dell’app sugli store italiani.

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“Dall’analisi qualitativa dei tweet che menzionano il brand, abbiamo individuato due tipologie di contenuti pubblicati dagli utenti: informativi e narrativi. I contenuti informativi parlano di Pokémon Go e di Nintendo: aspetti tecnici o pratici del gioco. I contenuti narrativi mettono in luce le esperienze di gioco e la brand affection.

L’aspetto più discusso (23%) è relativo alla finanza: la maggior parte dei tweet relativi a questo argomento sono notizie riportate dalle testate giornalistiche o da altri media e tweet di apprezzamento per l’incremento delle azioni di Nintendo.

Qualità dell’app e del brand occupano il terzo posto tra gli argomenti più citati.  Numerosi tweet esprimono supporto, stima e affetto nei confronti del Brand, che spesso assurge a nostalgico simbolo degli anni 90′. Questi Brand Lovers esprimono un legame emotivo e identitario con la marca.”
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Ecco due tra i tanti tweet che testimoniano quanto le persone sono affezionate al brand.

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“Nel complesso, i temi principali su cui ruotano le attività social sul tema Pokémon GO sono tre:

Reportage di gioco: gli utenti raccontano le proprie esperienze di gioco, sia online che offline, nominando i Pokémon collezionati e fornendo resoconti dei loro progressi di gioco.

Aspetti tecnici: gli utenti discutono di problemi con i device e chiedono aiuto per risolverli, si interrogano sulle minacce per la privacy e sui bug del sistema (ad esempio il malfunzionamento dei server).

Parodie e meme: gli utenti ironizzano e fanno parodie su temi di attualità che sono messi in relazione con il gioco (ad esempio il golpe in Turchia, ma anche la strage di Nizza e aspetti di politica nazionale); il gioco ha talvolta la funzione di rilanciare e ampliare la diffusione di rivendicazioni personali come, ad esempio, il dissenso verso la politica.” Parte di articolo ripreso da ViralBeat.

Conclusione: le ragioni del successo di Pokémon GO

Gli analisti indicano che la generazione che per prima ebbe modo di giocare con i modelli iniziali ha oggi circa 30 anni, e in base alle prime rilevazioni dell Values Inc., la fascia di età più attiva nella riproduzione del gioco è quella dei ventenni con il 34% del totale.

I numeri dei giochi su mobile sono un altrofattore interessante: nel 2015 ha smosso cifre che si aggirano intorno ai 35 miliardi di dollari secondo VentureBeat. Il mobile domina il mercato dei videogiochi e prende la fetta più grande di un business che raggiunge 85,4 miliardi di dollari. Quasi il 38% dei contenuti scaricati da Google Play e App Store sono infatti giochi, e in questo 38% si nasconde l’80% dei contenuti a pagamento acquistati dai consumatori sui due store virtuali dedicati ai dispositivi mobili.

Dunque, le persone che in questo momento sono maggiormente coinvolte nell’uso di smarphone e tablet sono esattamente le stesse cresciute seguendo la saga.

I Pokemon hanno un brand solido che può vantare 20 anni di successi e milioni di appassionati in tutto il mondo.

Il passaparola digitale fa il resto: le parodie, le polemiche, chi è contro, chi non ne può fare a meno, campagne pubblicitarie. Tutti i fenomeni di successo scatenano reazioni contrastanti tra pubblico di appassionati e di chi non è vicino ai pokemon, l’importante è parlarne.

 

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